Corso di formazione per educatrici Stampa E-mail
Si tiene in aprile-maggio-giugno  la seconda serie di incontri formativi riservati alle educatrici dei nidi del Pianeta dei Bambini dei nidi di Busto Arsizio, San Giorgio su Legnano, Legnano, Carimate, Malnate, Monza, Milano Bramante. La prima serie si era tenuta in gennaio-febbraio-marzo e aveva coinvolto le educatrici dei nidi di Corbetta, Abbiategrasso, Robecco sul Naviglio, Trezzano sul Naviglio, Bareggio, Milano Monterotondo.  

La seconda serie di incontri coinvolge le educatrici dei nidi di Busto Arsizio, San Giorgio su Legnano, Legnano, Carimate, Malnate, Monza, Milano Bramante. Si tratta di 3 incontri, nelle giornate di sabato 17 aprile, sabato 22 maggio e sabato 12 giugno, dalle 9.00 alle 13.00, condotti dal dott. Giulio Reggio, psicopedagogista e formatore.

Il tema del corso di formazione  è “La relazione di cura al nido”. Durante gli incontri – che prevedono un intervento attivo delle educatrici – vengono presi in esame in particolar modo i cinque momenti importanti di relazione  tra bambini ed educatrici.

Cinque momenti rituali che si ripetono ogni giorno, carichi di significato e che vanno affrontati avendo ben presente l’importanza di gesti, espressioni, parole, atteggiamenti e approccio. Tenendo ben presente l’importanza e il significato del linguaggio non verbale che transita tra educatrice e bambino, e che viene recepito dalle sensibilissime  “antenne” dei piccolini in maniera molto più profonda di quanto avvenga con le parole.

Si prendono in esame, quindi, i momenti  dell’accoglienza mattutina e ricongiungimento pomeridiano, del pranzo,del cambio, del sonno.

Per ognuna di queste fasi, si esamina in modo approfondito il significato di questi momenti, il «che cosa facciamo, in che modo e  quale significato diamo ai nostri gesti», spiega il dottor Reggio.

Non si tratta di pure “lezioni”, ma di una riflessione fatta insieme alle educatrici, in cui entrano in gioco emozioni, racconti e sensazioni nonché il vissuto stesso delle educatrici, che inevitabilmente transita nel loro rapporto con i bambini.

«Non sono momenti di formazione “tecnica”, ma piuttosto momenti di riflessione», sottolinea il dottor Reggio, «in cui ci si interroga e si esamina  quanto i bisogni dei bambini vengano realmente soddisfatti dalle pratiche concrete». Un dialogo aperto, uno scambio di spunti e di osservazioni, l’analisi di emozioni e bisogni e anche approfondimenti che possono nascere dal racconto di episodi reali o problemi concreti.

Alla fine degli incontri, viene consegnata alle educatrici una relazione scritta riassuntiva dei temi trattati, in modo che sia sempre possibile ritornare sugli argomenti per approfondirli o ritrovarli qualora si senta il bisogno di un’ulteriore verifica. 

  • Accoglienza e ricongiungimento. E’ la fase più delicata, in cui si affronta il distacco e gli “attori” sono più di due: oltre ad educatrice e bambino, anche la mamma e il papà.
  • Il pranzo. E’  la fase più articolata, la più ricca e significativa, soprattutto per quanto riguarda il rapporto con il mondo. Ci si confronta non solo sugli aspetti nutrizionali, ma anche su quelli sociali (si sta in compagnia), organizzativi (la disposizione dei tavoli, il carrello), relazionali (saper aspettare il proprio turno, interagire col vicino), di scoperta (provare nuovi cibi e nuovi sapori).
  • Il cambio. E’ il momento più intenso, per il rapporto di intimità che si crea tra educatrice e bambino. Un momento da non considerare un automatismo di pura cura igienica, ma da caricare di significati e relazione.
  • Il sonno. E’ il momento in cui entrano in gioco la fiducia e l’abbandono. L’abbandono della luce e la fiducia del ritrovare e ritrovarsi, al risveglio.
 
 

 

 
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